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RIPACANDIDA. 21-2-2008. LA CHIESA DI SAN GIUSEPPE, ANNESSA ALL’EX MONASTERO DELLE TERESIANE SCALZE, RITORNATA NUOVA DOPO IL RESTAURO. PRESTO SARA’ CHIESTA LA BEATIFICAZIONE DI SUOR MARIA DI GESU’.
Ripacandida.
La chiesa di San Giuseppe del XVIII secolo, comunemente chiamata “chiesa delle monache”, del centro vulturino è ritornato a splendere come una volta. Dopo i restauri dello scorso 2007, è stata affidata, per la sua cura, dal parroco don Francesco Distasi, all’associazione Amici di Padre Pio e Suor Maria di Gesù, quest’ultima, Priora del monastero delle Teresiane Scalze, dell’annesso convento di clausura, fondato nel 1732. Il monastero delle Carmelitane fu fondato dall’arciprete G.B. Rossi, zio di suor Maria di Gesù, che pensò di fondare un monastero in Ripacandida, di povere figlie che praticassero le regole di S.Teresa. Suor Maria di Gesù, in vita, conobbe ed ebbe rapporti epistolari con Sant’Alfonso dè Liguori e San Gerardo Maiella. Nella cripta della chiesa c’è il sepolcro di suor Maria di Gesù e la bara lignea originaria ed integra del settecento.
Alla morte di don Peppino Gentile, parroco di Ripacandida, per oltre 50 anni, è nato il desiderio, da parte del parroco e di alcune associazioni del posto, di avviare il processo di beatificazione di suor Maria di Gesù, sostenuto anche da padre Rocco Rizzo, originario di Ripacandida, del Collegio dei Penitenzieri Vaticani.
Presente ad una concerto musicale, svolto nella chiesa di San Giuseppe, lo scorso Natale, padre Rocco Rizzo, ha riferito: “ con immenso piacere ritorno a Ripacandida, che nel 1700 ha avuto una vasta risonanza, anche nelle Regioni limitrofe, per la presenza di un monastero. Grazie a G.B. Rossi, arciprete di Contursi (Sa), con madre di Ripacandida, della famiglia Baffari, il nostro paese, cambiò volto, non solo dal punto di vista morale, ma anche da quello artistico. promosse dei lavori di restauro, anche azzardati. La famiglia Baffari per Ripacandida è stata benemerita. Suor Maria di Gesù entrò nel noviziato, nell’Ordine di S. Teresa D’Avila, all’età di 15 anni, seguendo regole molto rigide. Nel 1849 S. Alfonso, uno dei più grandi moralisti della storia della chiesa, venne a Melfi dal Vescovo e nel 1950, invitato a Ripacandida, tenne degli esercizi spirituali, alla presenza anche di tre educande di Atella, una di queste, dopo la sua predica, si fece suora. S. Gerardo, nel 1851, venne a Ripacandida, andò in estasi, aggrappandosi ad una grata di ferro. Suor Maria di Gesù muore nel 1803, secondo alcuni aveva 80 anni. Subito dopo la sua morte si manifestò la santità di questa suora. La gente frequenta questa chiesa e visita la sua tomba. Le suore carmelitane restarono a Ripacandida fino al 1908, quando le autorità politiche, in contrasto, chiusero il convento. La storia di questo convento e della chiesa è durato circa 200 anni, anche se non abbiamo collegamenti storici con l’Ordine Carmelitano, piuttosto vige quella paesana. Solo don Peppino Gentile, nel suo testamento, propone al Vescovo di questa Diocesi, di avviare la causa di beatificazione per suor Maria di Gesù, lasciando anche dei soldi. Ammetto che ci sono ancora delle lacune nella storia della vita di questa suora, dalla nascita fino alle testimonianze. Per avviare un processo di beatificazione si può seguire anche quello storico e molti di questi sono andati avanti. La soluzione: dobbiamo pregare perché il suo nome possa essere conosciuta ed elevata agli onori degli altari. Sulla base dei miracoli si fanno le beatificazioni. Certamente, suor Maria di Gesù è una santa perché sta in paradiso. Ringrazio le associazioni, che tengono ancor vivo, ad oltre due secoli, il ricordo di questa carmelitana”.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae il sepolcro di suor Maria di Gesù ed IL Parroco Ripacandida don Francesco con padre Rocco Rizzo con alcuni giovanissimi musicisti del posto che hanno tenuto un concerto per la valorizzazione della chiesa di S. Giuseppe.

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