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RIPACANDIDA.
DICEMBRE 2007. GLI AFFRESCHI CINQUECENTESCHI DEL SANTUARIO DI SAN DONATO
AMMIRATI ANCHE DURANTE LE FESTIVITA’ NATALIZIE.
Ripacandida.
Anche durante queste feste natalize, molti sono i turisti che hanno fatto tappa
a Ripacandida, per visitare il Santuario di San Donato, il cui interno è
interamente affrescato. Questo santuario è chiamato la “Bibbia di Ripacandida”
perché più se ne approfondisce l’analisi e più si riscontra una straordinaria
corrispondenza fra il racconto iconografico di San Donato e quello biblico, in
particolare la Genesi e il Vangelo. Sono tre i cicli di affreschi più
interessanti: il ciclo della Genesi, il ciclo Cristologico, che rappresenta il
Vangelo e quello dei Santi, fra i quali Sant’Antonio da Padova, San Bonaventura,
San Bernardino, San Lorenzo, san Ludovico, san Giovanni Battista e, soprattutto,
San Francesco che riceve le stimmate. Grazie a quest’ultimo affresco, tra
Ripacandida ed Assisi, con l’impegno della pro-loco del centro vulturino ed alla
benevolenza del custode del Sacro Convento di Assisi, padre Vincenzo Coli, è
stato stipulato un prestigioso gemellaggio ed, inoltre, la comunità di
Ripacandida ha avuto in dono una veneranda reliquia del corpo di San Francesco.
A custodire il santuario di Ripacandida, da oltre un secolo, sono le suore
francescane del Bambino Gesù
Avvicinate suor Pia Tiziana e suor Maria, lo scorso 29 dicembre, hanno riferito:
“anche in questo periodo di feste natalizie, il santuario è meta di turisti. Non
sono pochi quelli che bussano al nostro convento, pur di ammirare questi
splendidi affreschi biblici del ‘500. Nei giorni scorsi sono venuti delle
comitive turistiche da Bari e Lecce e, perfino, due turisti inglesi. Non
parlavano l’italiano, ed hanno potuto capire pochissimo di questi dipinti. Il
nostro desiderio è, che anche il nostro santuario fosse dotato di guide
interattive, multilingue per creare un turismo accogliente ed appropriato anche
per chi giunge da fuori nazione”.
Tra i visitatori, dello scorso 29 dicembre, c’erano anche Antonio Vignola di
Torino, originario di Barile e la compagna rumena,Valeria. Vignola ha riferito:
“ da piccolo venivo spesso a Ripacandida in questa chiesa, senza mai dare
importanza a questi affreschi. Resto sbalordito per come sono conservati da
tanti secoli! Ho ammirato tanta bellezza e tanta cultura e fede. Per me è stato
uno spolvero della Bibbia, è come averla letta attraverso questi riquadri.
L’accoglienza e la disponibilità delle suore e dell’ex assessore alla cultura di
Ripacandida, Gilio sono state straordinarie, cosa che non si avverte nelle
nostre città del nord, pur essendo piene di tesori d’arte”.
La compagna Valeria, una rumena che conosce bene l’italiano, ha aggiunto: “in
questa chiesa si comprende tutto, dalla creazione della terra, ai miracoli di
Gesù, fino al progetto di salvezza per l’umanità. Diffonderò la scoperta di
questi affreschi anche nel mio Paese, dove ho un figlio che studia
all’Università”.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae la coppia Vignola di Torino accanto all’affresco di san Francesco
che riceve le stimmate.

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