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RIPACANDIDA. 24-1-09. RIPORTATI ALLA LUCE GLI AFFRESCHI
SETTECENTESCHI DELLA CHIESA DEL CARMINE ALLA PRESENZA DEL VESCOVO GIANFRANCO
TODISCO.
Ripacandida.
Il piccolo centro del Vulture si arricchisce di un altro patrimonio artistico.
Nella piccola chiesa di Santa Maria del Carmine, dopo un accurato lavoro di
recupero e di consolidamento ad opera della Soprintendenza del patrimonio
artistico di Basilicata, sono stati riportati nel loro splendore alcuni
affreschi raffiguranti l’augustissima triade, la Madonna del Carmine e rosoni
con immagini di Santi, tra questi San Donato, protettore di Ripacandida e San
Donatello. Entrando nella chiesa si viene colpiti da questo singolare apparato
decorativo, realizzato, probabilmente, da un frescante lucano della prima metà
del settecento. Questa chiesa, insieme al Santuario di San Donato, considerata
la Piccola Assisi di Basilicata e dal 2005 gemellata con la Basilica del Sacro
Convento di Assisi, rappresenta un importante e ricco patrimonio d’arte di tutta
la Basilicata.
Lo scorso 24 gennaio alla presenza del Sindaco Giuseppe Annunziata, dell’impresa
esecutrice dei lavori di recupero degli affreschi, Domenico Saracino ed il suo
collaboratore Nicola Del Vecchio, dei rappresentanti della pro-loco e dell’Acli
“ I fiori del Vulture” e del gruppo dei cantori curato da Carmine Leopaldi, è
stata celebrata una santa messa dal vescovo della Diocesi Mons. Gianfranco
Todisco coadiuvato dal parroco di Ripacandida, don Francesco Distasio. Don
Francesco, nell’accogliere il Vescovo, ha detto: “è una grazia del Signore
ricevere queste cose belle del passato. Abbiamo il dovere di custodirle.
Ringrazio il Vescovo e la Soprintendenza per la loro presenza”.
Il Vescovo Gianfranco Todisco, nell’omelia, ha aggiunto: “il motivo che ci ha
riuniti è il compimento del lavoro di restauro di questi affreschi che
rappresentano la Trinità. Questi sono momenti di grazia, l’incuria e l’umidità
del tempo hanno fatto perdere la bellezza di questi affreschi. Sta a noi, spinti
da una forte fede, valorizzarli. Altrimenti, cosa rappresentano questi affreschi
senza la fede? La fede tanto, tempo fa, si trasmetteva attraverso l’arte. L’80%
delle opere d’arte esistenti sono di natura religiosa. Usciremo da questa chiesa
con la convinzione che anche noi siamo stati chiamati dal Signore, che ci chiama
a fare cose grandi nella vita. Il tempo va vissuto anche attraverso una perenne
conversione. Viviamo la nostra fede orientato verso il Signore come ha fatto San
Paolo sulla via di Damasco. Paolo è stato abbagliato dal Signore, né fame, né
persecuzione lo hanno fermato. Viviamo il bello dell’arte e quello del Regno dei
Cieli ed impegniamo le nostre energie al servizio del Signore”.
Domenico Saracino, l’impresa che ha eseguito i lavori di restauro, ha precisato:
“ questi affreschi sono stati realizzati subito dopo il terremoto del 1694. la
tecnica, a mezzo fresco, è quella usata dagli artisti di quel tempo. Quello che
vedete è tutto originale. Non mi aspettavo tante bellezze artistiche in questo
paese. A giorni sarà consegnata alla comunità anche la statua di San Donato, in
ristrutturazione”.
E’ seguito un concerto di musica classica dai giovani musicisti del posto: Samuè
Cripezzi, Tiziano e Donato Carmine Gioiosa, Vincenzo Lomaestro.
Lorenzo Zolfo
Le foto riprendono gli affreschi.
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