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Ginestra News
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RIPACANDIDA 25-3.09. LA FEDERAZIONE DI CENTRO RIFERISCE: MANCA LA PREVENZIONE SULLE STRADE. Ripacandida. Ad intervenire sul dissesto idrogeologico che sta interessando la strada provinciale n° 8 nelle immediate vicinanze dell'abitato di Ripacandida è Michele DISABATO componente del direttivo provinciale della neo formazione politica “FEDERAZIONE di CENTRO” e responsabile della stessa formazione per Ripacandida. “Il dissesto idrogeologico sembra accanirsi in maniera malvagia contro Ripacandida, il bel paese del Vulture, tanto decantato anche da Giustino Fortunato, che sosteneva essere il frutto di un incontro equilibrato tra uomo e natura, un abbraccio tra cielo e terra, impreziosito dal suo immenso bosco e dalle coltivazioni agricole, quali vigneti ed uliveti, come carezze su un suolo utilizzato ma non consumato, trasformato ma non violentato, tanto da far scegliere, dalla più grande multinazionale del mondo, la Coca Cola, i suoi lineamenti come immagine emblema dei tanti bellissimi borghi disseminati per tutta l’Italia da diffondere nel mondo. Tutta questa bellezza mozzafiato, però, non impedisce alla natura ed alla negligenza umana di accanirsi contro questo paese. Infatti nell’arco degli ultimi mesi il paese è stato bersagliato da una serie di eventi sventurati, prima si è aperta una voragine sulla S.P. N° 8, all’altezza del Km. 10,200 che ne ha impedito l’utilizzo per alcuni giorni. Poi è franato completamente un intero tratto della stessa strada, all’altezza del km 12,00, che ancora oggi isola il paese con i vicini centri di Maschito, Forenza, Palazzo e Banzi, costringendo i numerosi Pullman di linea ed alcune famiglie di contrada difesa a lunghi giri e carambolesche peripezie per raggiungere il centro abitato. Ieri 24 marzo si è aperta un’altra voragine pochi centimetri distante dalla prima, isolando, in pratica, il paese non solo in direzione Forenza ma anche in direzione Ginestra e Venosa (Ospedale di zona e maggior parte delle scuole di II° grado). Oggi 25 marzo una frana ha tranciato la condotta adduttrice del gas metano in paese, in contrada San Pietro, lasciando, di fatto l’intero paese all’agghiaccio. Lo stesso rischio corre la condotta principale della rete idrica che scorre parallela a quella del gas. La tanto sospirata strada “Oraziana” nei primi metri del tratto iniziale (svincolo Rionero) è oggetto di uno smottamento che ha procurato uno scalino di oltre 50 cm che momentaneamente è stato superato con lo spargimento di un po’ di bitume che ha evitato che Ripacandida rimanesse completamente isolata dal resto del mondo, eppure su questa strada pare che fossero stati accantonate somme per il suo completamento. Tutto questo non è altro che la punta di un iceberg perché affacciandosi ai tanti belvedere sparsi per il centro abitato di Ripacandida e rivolgendo lo sguardo all’orizzonte si intravedono, sparsi per la campagna, numerosissimi tagli e rigonfiamenti del terreno, che l’esperienza dei tanti nostri anziani e la scienza di alcuni tecnici, fanno presagire una primavera prodiga di disastri idrogeologici. Tutti questi disastri solo grazie all’infinita misericordia di qualcuno non si sono trasformati in tragedia, infatti pochi istanti prima su quelle voragini sono transitati pullman pieni di passeggeri, fra i quali tantissimi studenti. Gli uomini non possono, però, affidarsi sempre a qualcun altro, questi potrebbe, qualche volta, distrarsi, ed allora potremmo veramente spargere lacrime. Allora attrezziamoci in tempo con una politica di attenzione, perché questi processi, specialmente quando si manifestano sotto forma di eventi catastrofici, non sempre si possono definire naturali, o almeno non del tutto tali, ed è quindi irresponsabile giustificarli come ineluttabili, in particolare laddove si ripresentano sistematicamente a colpire il territorio e l’uomo stesso. Se pertanto l’uomo è artefice e concausa di eventi catastrofici, ne deriva che la difesa dai rischi idrogeologici, anche da quelli su cui l’uomo non può incidere, si impone nei termini di previsione (per individuare e censire le aree potenzialmente soggette al rischio e per coprire il territorio con una rete di stazioni di rilevamento dei parametri fisici che influiscono sui dissesti), prevenzione (per predisporre idonee misure preventive, legislative e tecniche, allo scopo di contenere il rischio a livelli accettabili), mitigazione (per applicare la protezione idrogeologica al territorio a rischio). Quindi per il futuro facciamo si che certe tragedie possano evitarsi non per fortuna ma per prevenzione”. Lorenzo Zolfo la foto ritrae la voragine creatasi nella giornata dello scorso 24 marzo.
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