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GINESTRA
DALL’ARIZONA PER CONOSCERE E SCRIVERE UN LIBRO
SULLA LINGUA ARBERESHE. LA FAMIGLIA ARENTZ IN VISITA IL 26 OTTOBRE.
Ginestra.
Sembra una favola, invece una coppia americana, esperti di fotografia, lo scorso
26 ottobre, piomba dall’Arizona, da Flagstaff, per arrivare nel piccolo centro
del Vulture e cercare notizie arbereshe. Lucia Gillard, fotografa di ritratti e
Richard Arenz, famoso fotografo statunitense per foto paesaggistiche e
monumentali in bianco e nero, sono stati ospitati nel Comune per capire e
comprendere bene la lingua arbereshe. Sono in Italia dallo scorso 26 settembre e
resteranno fino al 30 ottobre. Sono stati a Villa Badessa in Abruzzo e
Montecilfone e Ururi nel Molise, tutti centri di origine arbereshe. Lo scorso
anno hanno visitato i più importanti centri arbereshe della Sicilia e della
Calabria, Piana degli Albanesi, Civita, Lungro, San Demetrio Corone, Spezzano
Albanese, Frascineto, compreso San Paolo Albanese, l’altro centro lucano, alle
pendici del Pollino. In questi giorni si fermeranno a Barile e Maschito per
attingere altre materiale. L’intenzione della coppia è realizzare un libro, in
lingua inglese, sulla cultura e civiltà arbereshe, soprattutto, per aiutare i
numerosi italo-arbereshe che risiedono in America.
Lucia Gillard è stata spinta da questo desiderio perché la mamma
settantasettenne Giovanna Petta è originaria di Piana degli Albanesi (Pa), parla
bene l’arbereshe, ed ultimamente non riesce a parlare in questa lingua con
nessuno per mancanza di coetanei. Alle nuove generazioni non è stata trasmessa
la custodia di questa parlata.
Avvicinata la fotografa Gillard, che per tutto il tempo che è stata a Ginestra
ha immortalato qualsiasi cosa, in un italiano non sempre corretto, ha detto:
“negli Stati Uniti ci sono molti figli di italiani emigrati dai paesi arbereshe
che non sanno e non conoscono le origini dei paesi provenienti. E’ mia
intenzione realizzare un libro, in lingua inglese, che raccoglie notizie,
storie, manifestazioni, indirizzi di tutti i paesi arbereshe dell’Italia. Il mio
lavoro è già partito l’anno scorso dalla Sicilia, da Piana degli Albanesi (Pa),
dove ho 47 cugini che parlano in lingua arbereshe. So qualcosa di arbereshe
grazie a mia madre ed ai suoi genitori, emigrati nel 1910, in California. Il
nome di mia nonna, Dora Angricchia è un nome arbereshe che significa mani che
sopportano la fatica. Negli Stati Uniti ci sono circoli italo-arbereshe, ricordo
quello di Sacramento, Capitale della California e quello di NewYork, dove c’è,
anche, una casa editrice arbereshe che si interessa, però, più degli albanesi di
oggi e non di quelli che hanno fatto la storia di alcuni centri dell’Italia
meridionale.
Con l’Italia ho dei buoni rapporti, una figlia lavora in Toscana, ha in tasca
una laurea in Disegno ed un’altra, insegna Lingue Straniere all’Università di
San Diego”.
Lucia Gillard ha realizzato tante foto e pensa di inserirle nel libro che
appronterà e proprio dal Comune di Ginestra ha ricevuto un libro intitolato,
volti arbereshe. La coppia americana ha apprezzato il mosaico bizantino del
Cristo Pantocratore, custodito nella Chiesa Madre e l’affresco della Madonna di
Costantinopoli nel Santuario omonimo.
Lorenzo Zolfo
Le foto riprendono
l’americana mentre seduta ad una panchina prende nota sulle notizie del paese;
la coppia americana al Santuario della Madonna di Costantinopoli, la coppia
americana con anziani del paese.
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