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GINESTRA 17 GENNAIO 2009. ALCUNI FAMILIARI DEL CHIRURGO PLASTICO-FOTOREPORTER DI GUERRA, RAFFAELE CIRIELLO, INDIGNATI VERSO LE PAROLE DELL’AMBASCIATORE ISRAELIANO IN ITALIA GIDEON MEIR.
Ginestra.
Abbastanza arrabbiati sono nel piccolo centro del Vulture, alcuni familiari del fotoreporter di guerra-chirurgo plastico, Raffaele Ciriello nei riguardi dell’Ambasciatore Israeliano in Italia, Gideon Meir, su alcune affermazioni fatte sulla puntata “Annovero” di Rai due dello scorso 15 gennaio. In quella puntata si parlava della guerra infinità del Medio-Oriente con interviste fatte anche a ragazzi israeliani e palestinesi. Il giorno dopo, l’Ambasciatore Israeliano in Italia, Meir inviò una lettera al presidente della Rai, Petruccioli esprimendo: “vergogna per lo spettacolo visto, spero non si ripeta più. Protesto e provo sconcerto per questa puntata”.
Ebbene i familiari di Raffaele Ciriello, originario di Ginestra, inviato di guerra nel 2002 in Medio-Oriente, per conto del Corriere della Sera, ucciso da un carro armato israeliano a Ramallah, in Palestina, cosa dovrebbero provare di fronte all’uccisione di Raffaele Ciriello? La stessa vergogna e sconcerto! Ammazzare un fotoreporter che faceva il suo semplice lavoro di inviato di guerra, come quelli di oggi! Un carro armato israeliano contro una… macchina fotografica. Alle 9,30 del 13 marzo del 2002 Raffaele Ciriello, testimone scomodo di verità è stato assassinato da piombo israeliano, lasciando la moglie ed una figlia. In quel momento non infuriava nessuna guerra. Raffaele Ciriello era un fotoreporter che voleva documentare con onestà la guerra in Medio-Oriente. A nulla sono valse le ragioni di questo assassinio richieste dal papà di Raffaele Ciriello, Giuseppe, allo stesso Ambasciatore Israeliano Meir. Ad oltre sei anni dalla sua morte, attendono ancora…giustizia. “Raffaele Ciriello voleva condividere le ansie e le sofferenze di tanti popoli alla deriva ed oppressi, la sua volontà di libertà e di giustizia, il suo impegno morale, i suoi grandi ideali di pace, di amore verso i poveri e i bambini mutilati da mine, oltre ad essere motivi di orgoglio, sono e saranno monito ed insegnamento per tutti” riferiscono lo zio Raffaele e i cugini Giovanni e Lorenzo da Ginestra.
l.z.
le foto riprendono Raffaele Girello, un suo autoritratto ed il carro armato israeliano mentre lo colpisce, uccidendolo alll’istante, il 13 marzo dl 2002

 

 

 

 

 

 


 

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