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CULTURA ARBERSHE. BARILE 21-12-07. PRESENTATO
DALL’ISTITUTO COMPRENSIVO “GIOVANNI XXIII”, IL LIBRO: SOPRANNOMI… A CIASCUNO IL
SUO.
Barile.
Presso il centro sociale “don Domenico Telesca”, lo scorso 21 dicembre, a cura
dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII°”, nell’ambito del progetto EthNos
2007, è stato presentato il libro: “Soprannomi, a ciascuno il suo”, realizzato
dagli alunni e dai docenti della scuola, con l’apprezzata collaborazione dello
scrittore locale Emilio D’Andrea, esperto e cultore della tradizione locale
arbereshe. L’opera consiste in una raccolta ordinata alfabeticamente di
soprannomi, inventati, elaborati, codificati e tramandati oralmente.
Questa presentazione del libro, rientra nelle manifestazioni natalizie, Convivio
d’Inverno che il Comune di Barile ha patrocinato. Sono intervenuti, il Sindaco,
Francesco Botte, il dirigente scolastico del comprensivo di Barile, Dr. Antonio
Gerardo Pinto, l’insegnante, responsabile del progetto EthNos, Maria Belluscio e
l’assessore alla cultura del Comune di Barile, Davide Incamicia. A fungere da
moderatore è stato il prof. Donato Mazzeo, consulente del progetto EthNos, il
quale, introducendo la presentazione del libro, ha detto: “ è stato uno sforzo
notevole e interessante, presentare alla comunità di Barile, questo libro di
nomignoli. Mi auguro che la continuazione di questa ricerca, ancora incompleta,
possa utilizzare altre fonti, ad iniziare dagli anziani, considerati una miniera
del patrimonio culturale arbereshe”.
Il Sindaco, Francesco Botte, nel suo breve saluto, ha aggiunto: “la
manifestazione di stasera, promossa dalla scuola di Barile, sempre attenta al
recupero e alla valorizzazione della cultura arbereshe, dà l’idea di come questo
centro voglia ancora mantenere in vita e salvaguardare la lingua arbereshe”.
Il dirigente scolastico Gerardo Pinto ha sottolineato: “ nei programmi della
scuola c’è un forte richiamo alla lingua madre perché mette in condizioni
l’alunno di interagire con le altre lingue. Questo patrimonio arberesh, serve
per avere una precisa caratteristica in un mondo di globalizzazione dove siamo
tutti uguali. Da diversi anni la nostra scuola si sta impegnando in un’attività
di ricerca, recupero, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale che
caratterizza il territorio in cui si trova ad operare. E’ bene spendere energie
su questo campo, questo libro è un tassello che arricchisce la testimonianza del
passato, è una memoria, un’opera meritoria. E’ nostra intenzione inserire la
lingua arbereshe nella scuola. Attraverso la musica ed il canto, avvieremo il 1°
concorso canoro arberesh.”.
L’insegnante Maria Belluscio ha precisato: “ questo libro serve a recuperare un
patrimonio culturale in via di estinzione. Abbiamo realizzato anche una mappa
interattiva di Barile, dove sono state inserite le notizie storiche del paese,
le fontane, i monumenti, le cantine dello Scescio ed il folklore”.
l’assessore Davide Incamicia ha rimarcato l’importanza della lingua arbereshe:
“lo scorso 12 dicembre, a Ginestra, le 5 comunità arbereshe della Basilicata, in
una conferenza stampa, hanno presentato alla Regione Basilicata, una proposta di
legge, su un maggiore sostegno, nel recupero e salvaguardia della lingua
arbereshe. Sembra che tale richiesta sia stata accolta con un sostegno
finanziario notevole rispetto al passato. Questo volumetto, oltre a suscitare
curiosità, è ben fatto e rappresenta un patrimonio per Barile. Da parte nostra
metteremo in campo servizi e notizie. E’ nostra intenzione creare una biblioteca
unitaria arbereshe del Comuni del Vulture”.
Emilio d’Andrea, l’autore del volumetto, che l’ha dedicato alla straordinaria
fantasia creativa dei predecessori, artefici e custodi dell’identità popolare e
della memoria storica di Barile, ha concluso gli interventi: “la cultura è un
volano importante per una comunità. oggi si investe in cultura, un popolo senza
memoria, è un popolo senza cultura. A Barile non esiste una casistica scritta e
con questo volumetto abbiamo ritenuto recepire e catalogare questi soprannomi,
ancora in uso”.
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