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GINESTRA. 2-12-07. PRESEPE
ORIGINALE PER ‘LAVVENTO DEL SIGNORE.
Ginestra.
Nella giornata di domenica 2 dicembre, prima domenica di Avvento, nella chiesa
madre di San Nicola Vescovo è stata presentata ai fedeli presenti, il presepe
originale, costruito con pezzi di pane. L’idea è partita dal parroco, don
Gilberto, perché Betlemme, etimologicamente, significa casa del pane. L’opera è
stata realizzata da due volontari del posto, Donato Lombardi e Pasquale Lovino,
che già nel passato si erano cimentati ad eseguire, per la parrocchia, altri
presepi più tradizionali.
La civiltà tecnologica post industriale ha impresso un ritmo intenso, spesso
frenetico al nostro vivere; col veloce scorrere e mutare di vicende e situazioni
ha spezzato via usi e costumi che sembravano radicati e immutabili, frantumato i
rapporti, svuotato di significati i riti, alterato gli equilibri con l’ambiente
naturale. L’uomo del nostro tempo si è trovato svilito da un sempre più profondo
disagio, lacerato da antiche miserie e nuove malattie. Di qui la nostalgia di un
vivere armonico, in pace con gli altri e con la realtà, nel calore dell’incontro
e del colloquio; rimpianto che si fa ricerca di una realtà perduta e dei modi di
esprimerla.
La rappresentazione scenografica della natività, unica tradizione forse, per
niente scalfita dal tempo, tramandata dall’immaginario religioso delle
generazioni cristiane, esprime la speranza di superare le angustie e di comporre
il vivere comunitario in un equilibrio armonico. La tradizione presepistica ha
formato una storia autonoma, senza inizio e senza fine, una storia distaccata da
quella stessa del mito di Natale, perché si è collegata con le vicende variabili
del tempo storico, le tendenze artistiche e le mode culturali differenziate
anche da area a area, da popolo a popolo. A scorrerne il corso si constata che
il modello francescano del Duecento, preceduto, peraltro, da sporadiche, ma pur
significative testimonianze culturali del IV-V secolo, esercitò una forte
influenza solo più tardi, in particolare nel Rinascimento presso le classi
nobiliari, nel Seicento fra i ceti popolari e borghesi attraverso la
predicazione controriformista. Il presepe resta la festa del Natale, è un faro
di luce pedagogica, è l’incontro dell’uomo con il “Bambino-Maestro”.
Lorenzo Zolfo

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