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LA PACE NEL MEDITERRANEO NASCE DAL DIALOGO
INTERRELIGIOSO? CONVEGNO A TRANI ALLA PRESENZA DEL LICEO CLASSICO DI VENOSA.
Si è rivelata felicemente proficua la partecipazione da parte di una
delegazione di studenti del liceo classico Quinto Orazio Flacco di Venosa, alla
forum distrettuale che il Rotary Club ha celebrato a Trani, nella mattinata di
sabato scorso, 2 febbraio 2008.
Il tema del forum “LA PACE NEL MEDITERRANEO: dialogo interreligioso?” è da
subito apparso come fecondo argomento, meritevole di partecipazione da parte
degli studenti di un liceo classico ed è divenuto subito oggetto di una
sinergica iniziativa tra il Rotary Club di Venosa ed il preside del liceo Orazio
Flacco, professor Mario Lasala, che ha voluto così riconoscere in esso una
preziosa occasione che consentisse a giovani ginnasiali di avvicinarsi ad un
“apprendimento da più sicura fonte, d’eventi e tesi, di voci e volti ad essi
collegati o direttamente congiunti al fine di contribuire alla costruzione di
una conoscenza / coscienza, capace di concorrere alla costruzione della pace”.
Per meglio intendere il senso dell’evento è da precisare che il forum ha avuto
come moderatore il giornalista del TG1 Francesco Giorgino e come relatori il
vescovo di Trani, monsignor Giovanni Battista Pichierri, l’On. professore Kaled
Fouad Allam e sua eminenza Cardinale Jorge María Mejía. Dunque ascolto di voci,
confronti di culture ed approcci ad una tematica basata e racchiusa in tre
parole: “pace” e “Mediterraneo” ma, ancor prima, “dialogo”.
Il confronto tra il moderatore Giorgino ed i tre relatori è stato in grado di
fornire (in maniera non sempre pacata, specie quando l’ottantacinquenne
Cardinale Mejia ha tirato fuori un’inusitata vivacità di confronto in direzione
del prof. Allam e dello stesso moderatore Giorgino) una messe non indifferente
di informazioni ai giovani studenti che, nonostante la complessità delle
tematiche man mano affrontate, non hanno mai abbassato il loro livello di
attenzione e partecipazione.
Ed in effetti Giorgino, dopo aver ricordato che il 2008 è l’anno europeo per il
dialogo interculturale e che proprio quest’anno ricorreranno i 60 anni dalla
data (Parigi, 10 dicembre 1948) della firma della “Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani”, ha offerto al nutritissimo uditorio (il forum si è svolto
all’interno del a dir poco magnifico scenario romanico della cattedrale di
Trani, gremita di partecipanti nonostante il clima a mala pena temperato dalle
numerose stufe installate per l’occasione) una serie di spunti / citazioni di
assoluto rilievo. Ha dunque ricordato che il dialogo porta subito “al
riconoscimento della dignità della differenza - benché gli stessi sistemi
culturali - non sempre tendono a voler riconoscere ed apprezzare la differenza”
– e che (facendo esplicito riferimento all’opera del filosofo ebreo - polacco
Zygmunt Bauman, che a noi tocca ricordare, per quanto attiene alla sua lettura
della nostra epoca contemporanea, per il suo rifiuto del termine “post –
moderno” a favore, invece, della affascinante definizione di “modernità
liquida”) è stato efficacemente notato che “la globalizzazione unisce
esattamente quanto divide”.
Fatto, da parte di Giorgino, un indispensabile riferimento al pensiero di
Benedetto XVI che ha individuato nel relativismo etico – religioso come pure nel
fondamentalismo i due mali che oggi affliggono pericolosamente la nostra
società, è infine giunto a proporre ai relatori un più circoscritto quesito:
dato atto che esistono due tipologie di pace che possiamo definire come pace
esterna (assenza e/o risoluzione dei conflitti) e pace interna (condizione che
riguarda i singoli individui e che tende a quell’umanesimo integrale capace di
valorizzare ogni uomo e tutto l’uomo), in che modo le religioni, nel rispetto
della laicità, possono contribuire alla costruzione della pace esterna e della
pace interna ?
L’Arcivescovo Pichierri ha risposto subito e convintamene che sì, le religioni
possono portare la pace nel Mediterraneo, perché il “nostro destino non è lo
scontro ma l’incontro”. D'altronde noi cristiani abbiamo una “stella cometa che
ci orienta” nel Concilio Vaticano II e nel documento conciliare (pubblicato sin
dal 1963) NOSTRA AETATE che quasi profeticamente impostava e fissava i criteri
del dialogo interreligioso secondo la Chiesa Cattolica. Dunque i cattolici
devono accettare il dialogo con le altre religiosi, ma hanno al contempo il
dovere di annunziare il Cristo.
Il professore Allam dopo aver ricordato che l’islamismo ha tracciato una netta
divisione tra fede e ragione ha, da studioso di problemi sociologici,
evidenziato che se il secolo appena trascorso potrà essere definito con la
parola “modernità”, quello appena iniziato sarà forse definito dalla parola
“globalizzazione” quale fenomeno di sfida non solo per il Mediterraneo ma per
l’intero globo. Una sfida che richiede una alleanza tra le civiltà e le culture,
ben sapendo che i rapporti tra oriente ed occidente sono nati con la stessa
nascita dell’Islam; e qui Allam, da esponente dell’Islam che però vive appieno
la società occidentale, ha espresso un giudizio che per noi può essere fonte di
speranza: l’occidente è in crisi, sì, ma non in declino!
Ha concluso il Cardinale Jorge María Mejía che ha appassionatamente ricordato
l’attacco alle religioni ed al cristianesimo che è stato sferrato nel secolo
scorso da alcuni regimi politici ma, ha evidenziato, oggi le religioni ci sono e
dialogano tra loro ed in questo v’è certo la mano del Divino Creatore. Poi tutti
i presenti (ed abbiamo annotato una particolare attenzione proprio da parte dei
nostri ragazzi di Venosa) hanno infine ascoltato con vivissimo interesse, le sue
parole allorché ha ricordato come lui, in quel momento Vice Presidente della
Pontificia Commissione "Iustitia et Pax" si ritrovò protagonista della
organizzazione, insieme all’ora Presidente il Cardinale Roger Etchegaray, della
Giornata di Preghiera per la Pace con le altre Chiese, Comunità Ecclesiali e
varie Religioni mondiali, svoltasi ad Assisi il 27 ottobre 1986. Fu un incarico
tremendo, in quel periodo di forti crisi nei rapporti politici tra est ed ovest,
che Giovanni Paolo II affidò ad Etchegaray e Mejía nella primavera del 1986;
c’erano pochissimi mesi di tempo, ma il Papa aveva le idee ben chiare su quel
che si doveva fare non a Roma, perché anche lui doveva essere “ospite” in un
luogo non suo al pari di tutti gli altri esponenti delle varie fedi, e per
questo si scelse Assisi: bisognava pregare, digiunare e, sia pur nello spazio di
una giornata, fare un pellegrinaggio rappresentato dalla ascesa dalla
Porziuncola sino sul colle dove poi si erge la basilica francescana e dove
ognuno, in un proprio luogo, potè pregare secondo la sua fede ed i suoi modi.
Fu, questa, una importante esperienza di dialogo interreligioso.
Ecco il denso resoconto di una esperienza di incontro, in cui continui richiami
alla sociologia ed alla filosofia, ai valori della religione ed agli stessi
contenuti della politica, hanno realizzato un contributo non indifferente alla
realizzazione di una esperienza fattiva ed efficace per la formazione degli
studenti di un liceo classico. La collaborazione tra il Rotary di Venosa con la
scuola continuerà e sfocerà prossimamente con la realizzazione di un forum
proprio nella cittadina venosina.
Lorenzo Zolfo

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