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VENOSA. LA SCUOLA MEDIA “DE LUCA” METTE IN SCENA UNA PERFORMANCE SULLA “SHOAH”. GLI ECHI DELLA MOMORIA, PER NON DIMENTICARE.
Venosa.
La Scuola Media “De Luca” di Venosa, nell’ambito di un progetto educativo, ha messo in scena, nei giorni 10, 11, 12 e 13 febbraio scorso, una performance su la Shoa, attraverso immagini, scenografie e musiche. Il Dirigente Scolastico, prof. Giuseppe Famularo, è stato il primo ad apprezzare questo progetto, insieme ad altri colleghi ed il numeroso pubblico convenuto, non solo da Venosa, che ha permesso di far vivere delle emozioni, attraverso un percorso studiato, nei minimi particolari, dove le componenti scenografiche, musicali e le immagini con video, hanno fatto vivere in prima persona lo spettatore.
Responsabile del progetto è stato il prof. Tommaso Rosa, Docente di Educazione Artistica che si è avvalso della collaborazione dei Docenti: Maddalena Menna, Remigio Cardone ( ha curato l’audio nel percorso didattico) e Teresa Giordano. I protagonisti sono stati gli alunni delle classi terze, corsi C, D e G. I momenti musicali, più intensi, sono stati effettuati dall’orchestra da camera “G.B.De Luca”, diretta dal prof. Giuseppe Lioy, che ha eseguito un brano tratto dal film “Shindler’s Listz”. l’impianto audio ed illuminotecnica è stato curato dal Service Planetario Tecnologie per eventi di Potenza. La realizzazione dei costumi è stata curata da Gilda Musto. La Scuola Media ringrazia per la realizzazione di questo evento anche i Docenti, Alessandra Campagna, Michelina Gisonno e la collaborazione di Berardino Colangelo.
Nella presentazione del progetto, gli echi della memoria, è stato ribadito che: “ il Novecento è il secolo che ha consumato più storia, più ideologia, più religioni, più tecnologia. Sono cresciute a dismisura sia la speranza di vita dell’umanità, favorita dal benessere che si è diffuso in sempre più ampi strati sociali, sia le minacce di annientamento, distruzione e di morte che si sono perpetrati nei campi di concentramento nazisti, nelle foibe jugoslave e nei gulap sovietici. le grandi dittature, quella comunista ad Oriente dell’Europa con Stalin e quella nazista e fascista ad Occidente con Hitler e Mussolini, hanno determinato la vita degli uomini per molti anni; il cammino per giungere alla libertà e alla democrazia è stato lungo ed è stato costellato da eroi anonimi, che hanno dato la loro vita purché la libertà si effettuasse.
Ricordare…perché? Oggi, più che mai, è necessario che i giovani sappiano, capiscano e comprendano per sperare che quegli indicibili orrori prodotti dai nazisti e dai comunisti non si ripetano, e l’unico modo è che i fatti, o meglio i misfatti, escano dall’oscurità attraverso le pagine, che sono una testimonianza viva, di molti sopravvissuti ai campi di sterminio. Primo Levi diceva: “Comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.
Sono stati avvicinati alcuni degli insegnanti promotori e sostenitori del progetto. Tommaso Rosa, ideatore e scenografo, ha trascorso le festività natalizie a scuola, ha detto: “per realizzare questo evento, abbiamo lavorato due mesi. Lo spettacolo è legato non tanto ai contenuti, già conosciuti da tutti, ma fa vivere delle sensazioni attraverso un percorso emozionale, dove le componenti scenografiche, musicali e di video, coinvolgono, in prima persona, gli spettatori. Uno dei motivi che ha spinto a realizzare questo evento è stato quello di portare a conoscenza, far sapere l’intero senso, il suo significato profondo ai nostri ragazzi, di certi simboli usati ai tempi del nazismo e che si ripetono, ancora tutt’oggi, in alcune frange”. Maddalena Menna, Docente di Lettere, ha aggiunto: “credevamo moltissimo in quello che abbiamo fatto, i ragazzi erano già preparati, avevano letto dei libri. Hanno capito benissimo il problema e lo stanno vivendo attraverso le pagine della storia. E’ bene che sappiano tutte le contraddizioni del ‘900, sia gli orrori del nazismo che quelli del comunismo, dopo la caduta del muro di Berlino. Sono venute fuori altre verità. Ecco perché i ragazzi devono avere una mente critica e aperta e la scuola non deve indirizzarli verso una ideologia”.
La prof. Teresa Giordano, Docente di Lettere, ha ribadito: “ tutto è stato costruito in forma simbolica, è un viaggio nei ricordi”. Una delle protagoniste, Rosanna Martello, ha impersonato una delle tante deportate, ha detto: “in un ambiente suggestivo, pensiamo di aver ricostruito i momenti più salienti dello sterminio”. Caterina Di Palma, insegnante di Diritto, di Rionero, presente domenica scorsa, 11 febbraio, a questa performance, ha sostenuto: “è stato un momento molto commovente e raccapricciante. Mi è venuta la pelle d’oca. I ragazzi sono pienamente entrati nei ruoli, c’è stato, sicuramente, un grande lavoro degli insegnanti”.
Lorenzo Zolfo
 


 

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