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Venosa
notizie Gennaio 2008
VENOSA UN SUCCESSO: MEDEA, LA TRAGEDIA GRECA RIELABORATA DA ULDERICO PESCE PER IL LICEO CLASSICO ORAZIANO. Venosa. Nei giorni scorsi, presso il castello Pirro del Balzo, di Venosa, il noto attore lucano, Ulderico Pesce, ha portato in scena la tragedia greca, Medea di Euripide, diario di una clandestina. Un testo rielaborato per gli alunni del Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco”. Questa è la trama: Medea, nipote del Sole, è sposa di Giasone, il capo della spedizione degli Argonauti, con il quale fugge dopo averlo aiutato a conquistare il vello d’oro. In seguito, tuttavia, Giasone la ripudia per sposare Glauce, figlia del re di Corinto. Medea quindi si vendica uccidendo la rivale e i suoi stessi figli. Prima del teatro, Ulderico Pesce, rivolgendosi ai numerosi alunni liceali ha detto: “inizialmente andavo male a scuola, ho frequentato il liceo classico di Lauria, il 1° anno sono stato bocciato. In seguito ho avuto la fortuna di avere una professoressa che mi ha dato una scossa, cominciai a studiare l’italiano, il greco ed il latino, scoprendo i classici, fino a portarli in giro per l’Italia. Provengo da una famiglia umile. Il mio rapporto con le Istituzioni è negativo, non credo ai loro propositi. Sono rimasto bracciante agricolo e quello che penso lo metto in pratica. Medea è la prima donna che viene clandestina in Occidente, è stata sfruttata dall’Occidente e messa da parte. Giasone è uno che amava la ricchezza ed il potere, aveva altri interessi. La nostra Medea è una donna che ha difficoltà a parlare la lingua dell’Occidente, una donna che viene “da fuori” ed è trattata con sospetto, ha un’altra religione, un’altra cultura. Un tema di oggi individuato già nell’antica Grecia da Euripide. Ho recuperato alcuni canti arbereshe, vi invito a visitare questi centri di minoranza linguistica, ad ascoltare gli anziani che sono una fonte di cultura. Dedico il lavoro di oggi ad una ex ragazza del Liceo prematuramente scomparsa”. Per circa un’ora Ulderico ed i suoi compagni di viaggio hanno dato prova di avere talento. Avvicinati alcuni alunni al termine dello spettacolo teatrale. Carmen Rosati di Forenza, frequentante la 2^ A, ha detto: “questa tragedia è stata commovente e perfetta. Ha pienamente messo in mostra la realtà di oggi, dagli aspetti familiari, a quelli economici e sociali”. Canio Coscia e Donato Monaco della 1^ A hanno aggiunto: “ questo teatro è riconducibile ai nostri tempi. Abbiamo visto degli attori professionisti. Grazie al castello, la scenografia era originale. La platea pienamente coinvolta, nonostante il caldo opprimente”. Lorenzo Zolfo
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