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VIABILITA’. 24-5-09. STRADE DEL VULTURE MELFESE.UN DISASTRO, SPECIE SPECIE NEL TERRIOTORIO DI RIPACANDIDA, QUASI ISOLATA
Ripacandida.
Le strade del Vulture, nonostante il bel tempo, continuano a far parlare di sé, in negativo. Da poche settimane è stata chiusa al transito, dopo appena un anno dalla sua inaugurazione con tanta cerimonia religiosa ed interventi di autorità provinciali e regionali, il tratto della superstrada a scorrimento veloce Rionero-Ripacandida, del 1° e 2° lotto. I lavori per costruire questo tratto di strada di appena 6 km sono durati più di dieci anni. La notizia che ha fatto traboccare il vaso è quella di pochi giorni fa, quando gli amministratori di Ripacandida, il Comune che sta subendo un vero e proprio danno in fatto di viabilità, hanno avuto un incontro in Prefettura nel quale è stato deciso di intavolare una conferenza di servizio solo dopo le elezioni provinciali, il che vuol dire che tra votazioni, eleggibilità degli eletti e primo consiglio provinciale trascorrerà tutta l’estate e Ripacandida continuerà a rimanere senza una strada sicura per chi viaggia. Infatti, per raggiungere la vicina Rionero e la superstrada Potenza-Melfi i cittadini del centro caro a San Donato sono costretti a percorrere la provinciale n° 8, una strada quasi completamente abbondonata, senza misure di sicurezza e con l’erba alta di questo periodo che la fa da padrona. Altri problemi viari della cittadina di Ripacandida è la continuazione della provinciale n° 8 che conduce a Forenza, passando per il bosco comunale, ancora chiusa al km 13 dopo una profonda frana che ha fatto cedere di molti metri il fondo stradale lo scorso 8 marzo. Da allora niente si muove per rimuovere questa frana ed alcuni ripacandidesi per raggiungere Forenza sono costretti ad un lungo giro per Ginestra, passando per Venosa. La strada provinciale n°10, migliorata per una spesa di circa 240 mila euro, alcuni mesi fa, su interessamento anche del consigliere provinciale Tommaso Gammone di Venosa, che la percorre quasi quotidianamente per raggiungere Potenza, presenta già dei cedimenti. L’erba alta la domina, da una parte fioriscono papaveri, dall’altra cespugli di grano. Ma la Provincia quando interviene con un decespugliatore, come ha fatto nel passato? A che è servito rifare quasi per intero il manto stradale se non si è intervenuti a pulire le cunette? Molti sostengono che la vera causa della rottura del manto stradale è da attribuire alla mancanza di cunette ed alla sua ostruzione. Infatti, l’assenza di griglie drenanti laterali, fa si che l’acqua si accumuli in enormi pozzanghere e scoli d’acqua che entrando nelle lesioni del manto stradale, ne sbriciola il conglomerato bituminoso in profondità, dando luogo alla formazione di buche, crepe e voragini. Aver tappezzato il manto stradale non è stato una soluzione dei pericoli che ancora sussistono, ma un espediente che ha comportato una spesa non indifferente che grava sulle tasche di tutta la collettività. Mentre progettare e realizzare elementi stradali accessori quali le famose cunette che opportunamente ripuliti dal terriccio, dal fogliame e dagli eventuali rifiuti che variegatamene galleggiano sulle strade dopo un’acquazzone, sicuramente sarebbe la soluzione più consona e duratura per il mantenimento del manto stradale. Per non parlare del ponte Lapilloso ridotto in condizioni disastrose e di grave pericolo, le ringhiere in metallo sono inspiegabilmente sparite e quelle poche rimaste sono collegate con nastro di materiale plastico, non si sa fino a che punto questo nastro resisterà.
Per la strada di nessuno, la Ginestra-Barile, dopo l’incontro tenutosi a Ginestra lo scorso 2 marzo, nel quale si decise di stanziare 700 mila euro per il suo miglioramento, non si muove ancora niente in proposito. Sono trascorsi 60 giorni dall’incontro di Ginestra e la conferenza di servizio che si doveva fare alla Regione, entro questa scadenza, con la Provincia ed i Comuni interessati è saltata. Quali i motivi si chiede il Sindaco di Ginestra, Caputo. Si attende una risposta da Potenza! Da ricordare che questa strada lo scorso inverno ha “collezionato numerosi incidenti”. Inoltre, le strade che da Venosa portano alla vicina Puglia non stanno meglio, come la provinciale che passa per Gaudiano per raggiungere Cerignola, molti utenti per evitare le buche di questa strada, allungano per Lavello e percorrono la statale 93.
Lorenzo Zolfo
Le foto riprendono alcune strade della zona. 

 

  

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